INCONTRI

gli incontri nella vita non sono mai un caso. anche quelli di carta.

due ore mezza dalla naturopata per cambiare alimentazione e dimagrire. per cambiare prospettiva di fronte alle mie abitudini alimentari. per liberarmi dalle tossine e soprattutto da tutti quegli alimenti che mi infiammano. mi obnubilano. ma come? la frutta? ma se dicono tutti che fa bene? ma se sono il ritratto della salute? dopo due ore e mezza di educazione e discussione sono uscita confusa. e sorridente.

pausa.

non posso evitare di divertirmi di fronte alla sorpresa. la scoperta è sempre esilarante. vivo per scoprire.

continua.

non sono caduta nella trappola dei cibi preconfezionati. sono stata alla larga da biscotti biscottini patatine cioccolatini e caramelle. non mangio surgelati né liofilizzati. non bevo caffè. ho smesso con la coca cola e la cioccolata. non fumo e bevo talmente di rado che sono anni luce dalla dipendenza etilica.

ma sono preda psicologica del mondo vegetale. dipendo dallo zucchero. lo zucchero contenuto nella frutta. dove la frutta vuole che vada io andrò. con tutte le alterazioni psicointestinali possibili e immaginabili. posso mangiare la frutta rossa. ma non mi piace. anni di convinzione e di disciplinata fede messi in discussione.

pausa.

ma come? ma se le scimmie e i gorilla mangiano la frutta perché non posso mangiarla io? non sono forse sane le scimmie? non appartengono forse al regno libero animale?

la Ciopi sorride e mi ricorda. l’hai letto. ricordi? (Stefano Mancuso e i suoi libri sull’intelligenza vegetale e le storie sulla manipolazione delle piante ai fini della loro riproduzione e propagazione per la conquista del pianeta.)

dimenticavo di essere un animale anch’io. se io sì. perché non anche loro?

OH MIO DIO! tutto si ridiscute. rido ancora. allora… non più solo il grano come invasore alieno e dominatore e con lui tutti i cereali (Sapiens di Yuval Noah Harari). ma io selvaggia e bruta finta bipede nuda (La scimmia nuda di Desmond Morris) che non ha avuto il tempo di evolversi adeguatamente abitante di un pianeta dominato e controllato dalle piante. poverina…

non dimenticare la mia teoria delle ciliegie. dice la Ciopi sempre più divertita. ti rammento che te l’ho detta molto prima che tu leggessi Mancuso. prima di andare dalla naturopata.

continua.

avrai una o due settimane difficili dopo aver lasciato tutte le forme di zucchero. predice la naturopata. già… avrò due settimane difficili. chi abita il mio stesso spazio le avrà. la mia amica lo sa bene e mi comunica distanza.

poi vedrai tutto sotto un’altra luce. poi ti renderai conto. insiste la naturopata.

e mi vedo libera. libera di decidere e pensare. libera di astenermi. libera di alzarmi in volo. libera di riconoscere la grande forza che abita questo pianeta. libera di… arrendermi ai suoi piedi? Medusa la magnifica Aloe che con le figlie ha invaso la mia camera già mi telecontrolla.

la naturopata cambia argomento. devo cercare di mangiare pesce non da allevamento. mangiare carne grass fed… grass cosa? mucche che mangiano erba.

sfoglio le pagine delle macellerie che nella zona vendono carne grass fed. cristosantomisericordioso! (Happy Meat di Roger Olmos!) e mentre trascino il dito sullo schermo leggendo la luce e le ombre che mi raccontano di mucche che pascolano nel prato. di umani che non macellano quegli esserini appena nati ma solo agnelli che suppongo siano quegli esserini con qualche settimana in più. una a una le illustrazioni di Roger mi tornano alla mente. i prati infestati di pagliacci sorridenti. prati che diventano zollette di terra. belle prigioni con mucche che costernate si guardano intorno. la bugia. lo sfruttamento. la manipolazione delle informazione e dei soggetti.

ci sono dentro. non ho scampo. nessuno di noi ce l’ha. come in un brutto incubo in cui ti vengono a visitare tutti i fantasmi. come un grosso temporale che si scatena facendo diventare il giorno notte scura. i sensi di colpa mi scuotono senza sosta. i ricordi. le parole. le storie…

pausa.

torno ai giorni caldi dell’estate trascorsi nei santuari per animali liberi. rammento il sole. gli sguardi curiosi di chi mi ha accolta. rammento soprattutto la sensazione di pace. la tranquillità. la semplice espletazione della felicità. sonnecchiare. mangiare. scorrazzare. (Selma e la ricetta della felicità di Jutta Bauer) cantare. (Vivere! di Yu Hua) anche se non c’entra niente in questo momento. oppure si? dovrei rileggerlo. solo vivere. senza fretta e senza un apparente perché. un perché così essenziale e fondamentale da sembrare banale. ma banale non è.

quanto dovrò correre. mi sono chiesta in questi giorni. quanto dovrò lavorare. sudare faticare. quanto dovrò arrabbiarmi e amare e disamare. prima di capire che quello che cerco. quello di cui ho bisogno. è tutto qui?

continua.

dalla frutta alla carne. dalle mucche ai prati. dagli agnellini al forno. agli incontri del destino… chi può dire che leggere non è fondamentale e divertente?

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